Perché bisogna (o non bisogna) condividere un post?

Perché decidi di condividere un post?

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”

 

Nel mondo del web esiste una regola NON scritta che vuole che quando un post ha colpito la nostra attenzione dobbiamo lasciare un mi piace, un commento e ricondividerlo. Oggi vorrei concentrarmi proprio su questo ultimo punto ovvero la ricondivisione di un post.

Forse non ti è mai venuto in mente ma la ricondivisione è un super potere quanto il Senso di Ragno che ha Peter Parker, perché in quel momento tu stai offrendo al blogger l’opportunità di farsi conoscere, aumentare il suo pubblico, aumentare le sue visite e perché no anche i suoi clienti.

 

QUANDO BISOGNA RICONDIVIDERE

Da qualche mese faccio parte su Facebook del gruppo #adotta1blogger , gruppo fondato da Paola Chiesa, e in questo periodo ho avuto modo (grazie alle condivisioni degli altri partecipanti) di leggere (e successivamente seguire) dei blogger che molto probabilmente non avrei mai conosciuto.

Inoltre ho avuto modo di verificare la potenza di una ricondivisione grazie ai blog che ho adottato io, piccoli blog che sono riusciti a superare anche il muro delle 100 visite al giorno. Questo non è successo perché sono stato io a ricondividerli, ma questo è successo perché sono stati ricondivisi.

 

Esempio: io su Twitter attualmente ho 835 followers se pensiamo al caso estremo,  ovvero che il post condiviso viene letto da tutti i followers, quel blogger otterrebbe già così 835 visite. Ora se degli 835 followers anche solo la metà fa un retweet (e se mettiamo che ogni persona che ha fatto un retweet ha mediamente 200 followers) sono già altre 80000 visite, che se le sommiamo a quelle ottenute grazie alla mia condivisione il post del blogger ha grossi numeri in una sola giornata.

 

L’esempio chiarisce bene la potenza che ha una ricondivisione, ma adesso il concetto da capire è: quando ricondividere e quando no?

 

NON RICONDIVIDERE

 

  1. Per riconoscenza: ovvero tu hai condiviso il mio post e quindi io devo condividere il tuo
  2. Se hai letto solo il titolo: pensi che sia una cavolata questo punto? Sei proprio sicuro?
  3. Se non ti è piaciuto il post
  4. Se il post non è in linea con te, ad esempio non condividerei mai un post di una fashion blogger perché non mi interessa l’argomento

E tu perché non ricondividi ? Lascia i tuo punti nei commenti sotto questo post.

RICONDIVIDERE

 

  1. Il post ti è piaciuto (questo non vuole dire che devi concordare con quello che scrive)
  2. Il post potrebbe generare una discussione interessante (di solito sono quei post che vanno contro il pensiero della massa)
  3. L’argomento è uno di quelli che volevi trattare te ma questo blogger è stato più veloce di te
  4. L’argomento del post potrebbe interessare i tuoi lettori

E tu perché  ricondividi ? Lascia i tuo punti nei commenti sotto questo post.

CONCLUSIONI

Insomma la prossima volta che stai per condividere un post di un blogger fermati tre secondi prima di premere il tasto, fai un lungo respiro e pensa a quello che stai per scatenare.

Se hai trovato interessante il blog lo puoi votare nella CATEGORIA 27 per il Macchianera Italian Awards cliccando qui.

Se ancora non sei diventato fan su Facebook di Toxnetlab’s Blog puoi farlo cliccando: Toxnetlab’s Blog Facebook.

Se il post ti è piaciuto metti un Mi Piace e/o lascia un commento e condividilo sui vari Social (sempre se vuoi  😀 ).

Autore: Mr Tozzo

Ciao sono ANDREA TOXIRI (aka Mr Tozzo), Street e Portrait Photographer. La fotografia è una passione che coltivo da tempo e che in questi ultimi anni è diventata sempre più dominante. I generi di fotografia che preferisco sono: Street Photography, Portrait, Sport e Foto Reportage, naturalmente alla pratica affianco sempre lo studio per tenermi sempre aggiornato e migliorare il mio stile.

25 pensieri riguardo “Perché bisogna (o non bisogna) condividere un post?”

  1. Ho condiviso un tuo post sulla cookie la perché sei molto preparato sulla argomento e ho ritenuto fosse utile ai miei lettori (che così ti hannno conosciuto). Non mi pare di aver scatenato nulla di negativo.

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  2. Buongiorno Andre,
    sintetico e preciso come sempre! Hai fatto bene. Le condivisioni sono la chiave per il successo, ma non sempre si riflette su quando, come e perché condividere.
    Ti lascio una domanda, che ho posto anche a un blogger nostro amico ma sono ancora in attesa di una risposta.
    Che senso ha leggere, commentare e condividere sempre gli stessi blogger? Spesso sono amici, è vero, ma sono anche concorrenti. Questioni di nicchia? Scambio di favori? Leccate di parti intime?
    Io ho una dieta culturale molto variegata. Sono onnivoro. In più mi piace verificare il funzionamento di certi meccanismi in ambiti diversi dal mio. Ora tocca a te.
    Simone

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    1. Buongiorno Simone, bella domanda. I meccanismi che portano ad una condivisione possono essere diversi (e sono anche quelli che hai elencato te), principalmente è che uno spera che venga ricondiviso.

      Io credo, ma questa è una mia idea, che bisogna condividere quello che si ritiene utile per se e per il proprio “pubblico”, indipendentemente da chi scrive.

      Anche io, come te, leggo di tutto (non solo cose tecniche) anche perché altrimenti sarebbe una noia mortale 😀

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  3. Ciao Andrea,

    hai scritto un post veramente interessante.

    Io penso che un articolo debba essere condiviso se ti ha lasciato qualche cosa e se può fornire spunti utili per i tuoi follower.

    Capita, spesse volte, che si condividano i post sempre delle stesse persone come, giustamente, sottolineava l’amico Simone.

    Ciò, a mio avviso, avviene poiché vi è comunione d’intenti più che piaggeria.

    Inoltre, se il tuo blog si rivolge ad una nicchia specifica sarà più facile condividere il contenuto di un “concorrente” che quello di un blogger di un settore che non ha punti di contatto col nostro.

    Questo non vuol dire che uno non legga anche post totalmente estranei al suo contesto.

    Ma in quel caso, almeno io, lascio solo un “Mi Piace” e, magari, divento suo follower.

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    1. Ciao e grazie per aver letto !!

      Esatto la penso come te, se il post mi ha risolto un problema (o mi lascia qualcosa) lo condivido anche come segno di riconoscimento verso il blogger. Chi scrive il post è indifferente anche se è un tuo diretto concorrente (ma poi esiste veramente tutta questa concorrenza tra blogger ?), l’importante è che sia utile a me e ai miei followers.

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      1. Io tutta questa concorrenza tra blogger non la vedo. Ognuno è unico come essere umano, prima, e come blogger poi.

        Possiamo fare lo stesso lavoro ed insistere sul medesimo mercato, però i nostri differenti stili ci renderanno i migliori fornitori di servizi per clienti diversi.

        Non possiamo andare bene per tutti.

        Ognuno domina la sua sottonicchia o almeno così dovrebbe fare.

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  4. E io ricondivido il tuo perché avevo in bozza un post sul l’importanza della condivisione e tu sei stato più veloce 😉
    O forse lo scriverò e ti cito.
    Concordo in toto. È un po’ un discorso simile a quello del mi piace alle pagine FB. Farlo mettere da amici serve poco.

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  5. io ho l’abitudine di condividere ciò che ritengo le persone dovrebbero sapere, per una crescita culturale. Anche sul mio blog, spesso ribloggo articoli di altri bloggers, nella maggior parte dei casi perchè sono in linea con la mia linea editoriale (ma l’ultimo ad esempio, mi piaceva ed era inerente all’estate).
    Io concordo appieno con quello che scrivi, in quanto non ha senso ricondividere tanto per ottenere qualcosa in cambio.
    Mi rendo però conto anche che molte persone non hanno voglia di leggere, ormai completamente assorbiti dalle porcherie postate in FB.

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  6. Difficilmente condivido, anzi mi pare proprio di non averlo mai fatto, però quando devo citare qualche cosa metto sempre il link del blog che ne è fonte. Forse non è come condividere ma è pur sempre un modo per far conoscere altri blog!!
    Ciao, Pat

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  7. Se serve a vivacizzare il dibattito, potrei anche ricondividere – soprattutto su Twitter – un post in cui viene esposta un’opinione diversa dalla mia. Naturalmente, questo implica o che me ne sia piaciuta l’impostazione – la logica, per così dire – oppure deve avermi colpito tanto, anche negativamente, da spingermi a condividerlo per il motivo esposto all’inizio.

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