[Pensieri in bit]: Una mia foto usata come copertina per un libro

Una mia foto è stata scelta come copertina di un libro.

Molto probabilmente nella mia vita non scriverò mai un libro, però posso dire di aver contribuito alla copertina di uno di loro.

Ti racconto la storia di questa foto. L’ho scattata esattamente più di 1 anno fa (per la precisione era il 25 marzo 2020), eravamo in pieno lockdown con la pandemia che aveva iniziato a stravolgere la vita di tutti noi. ⁣

Non potendo uscire (e quindi non potendo fare foto in giro per Roma) mi sono concentrato sulla fotografia microstock, studiando e scattando parecchio. Avevo una mascherina con i colori della bandiera italiana e decisi di fare una foto proprio a quello che oggetto che in quei giorni era entrato prepotentemente nella vita di tutti noi, poi aveva i colori italiani non potevo non fotografarla. Questa foto appena pubblicata sui vari siti di microstock ha avuto un buon successo.⁣

Aspetta aspetta fermo subito la polemica…. la bandiera italiana è al contrario, la cosa è voluta. Quando ho scattato la foto vivevamo un periodo dove le certezze erano cadute e dove tutto era sottosopra, il nostro Paese era sottosopra sconvolto da una pandemia che ha lasciato e sta continuando a lasciare segni. ⁣E questo doveva rappresentare la foto.

Da quella foto è passato più di 1 anno e sinceramente non ci pensavo neanche più, poi 2 mesi fa mi è arrivata l’email di un editore di Milano che mi chiedeva l’autorizzazione per usarla come copertina, visto che piaceva a un suo autore. Il risultato lo potete vedere qui di seguito.

CONCLUSIONI

Quindi facciamo così, voi scrivete i libri ed io vi faccio la copertina! 😉

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[Pensieri in Bit]: La blogosfera è morta

La blogosfera è morta e ti racconto il perché!

La blogosfera è morta e dopo aver letto l’ultimo post di Miki Moz (che trovate qui) ne sono sempre più convinto. Se ti va continua a leggere che ti spiego il motivo.


Questo blog nasce nel 2009 (a marzo sono 12 anni che è online) ma da dicembre 2017 fino a dicembre 2020 è rimasto in pausa. Quando 12 anni fa ho iniziato a scrivere sul mio blog (che prima si chiamava Toxnetlab’s Blog e adesso MrTozzo) era tutto molto più semplice anche se il periodo non era dei migliori.


Infatti nel biennio 2008-2009 i blog hanno subito una piccola crisi perché in Italia stavano esplodendo i Social Media (Facebook su tutti), quindi molti blogger della prima ora avevano mollato la blogosfera per esplorare nuovi lidi. Meglio così, c’era più spazio per noi blogger che iniziavamo con la voglia di prenderci il nostro spazio.


In quel periodo era più semplice gestire un blog perché Google era più amichevole, non esistevano i GURU del blog e soprattutto la blogosfera non era infestata da blogherini del cazzo che l’unica cosa che riescono a fare è buttare melma e copiare.


In quegli anni l’obiettivo principale (anche se molti lo negano ancora) era diventare come Aranzulla, naturalmente abbiamo fallito tutti perché nessuno è riuscito a raggiungerlo. Del resto sul web chi si muove per primo ha vinto, gli altri possono solo copiare.


LA BLOGOSFERA UNA VOLTA ERA DIVERSA


Non essere diventato il nuovo Aranzulla non significa però aver fallito come blogger. Il successo di un blog non l’ho mai misurato con il numero di visualizzazioni ma con l’utilità che questo riesce ad avere.


E posso tranquillamente ammettere, con numeri alla mano, che dal 2009 al 2017 il mio blog mi ha regalato molte soddisfazioni sia come utilità che come numeri e mi ha portato anche un paio di collaborazioni (WebHouseIT e Tecnocino).


Naturalmente una parte di questo “successo” è anche merito della blogosfera di quel periodo che era molto attiva, leggeva, condivideva e commentava. Ecco mi vorrei soffermare anche sui commenti, che erano tanti e spontanei non come adesso che sono pochi e pre-impostati.


La blogosfera di quel periodo era anche più rispettosa del lavoro del blogger (già sento i vostri commenti “lavoro, blogger…ahhahhah”), visto che se trovava il post utile commentava sempre con “un grazie” e condivideva il post. Grazie proprio a questo che molti blog sono cresciuti, grazie alla collaborazione spontanea e al rispetto che si respirava nella blogosfera.


LA BLOGOSFERA È MORTA


Nel 2017 quando decisi di mollare la ragione principale era che non avevo più stimoli e il mio blog aveva dato tutto quello che poteva dare. L’altra ragione era che la blogosfera ormai non esisteva più, ma esistevano tanti blog aperti e dopo pochi mesi chiusi, aspiranti influencer, GURU e blogherini del cazzo che copiavano e buttavano letame.


Basta! Era il momento di prendersi una pausa, però non ho mai avuto voglia di chiudere il blog che, nonostante non scrivessi più, ha macinato visite fino al 2019.


CONCLUSIONI


A Gennaio ho ripreso a scrivere su questo blog perché sentivo nuovamente l’esigenza di farlo, ma senza più contare sulla blogosfera e senza seguire le regole di nessun sedicente GURU. Sarà una nuova sfida che voglio affrontare con il mio nuovo vecchio blog.


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