The Social Selling Index: misuriamo l’andamento del nostro profilo LinkedIn

The Social Selling Index: misuriamo l’andamento del nostro profilo LinkedIn

In questi ultimi anni LinkedIn, il Social Network dei Professionisti, è diventato sempre più utilizzato tanto che è passato da essere un “semplice CV online” ad un Social molto attivo.

Molti professionisti costruiscono il proprio Personal Brand utilizzandolo per farsi pubblicità, trovare nuovi clienti e nuovi lavori. Cosa determina il successo su questo Social ? Sicuramente come lo stiamo utilizzando, se riusciamo a proporre contenuti nuovi ed interessanti per il nostro network crescerà anche la nostra popolarità.

LinkedIn, almeno per adesso, ha un algoritmo molto semplice infatti basta veramente “poco” per far diventare un contenuto virale. Ad esempio se io pubblico un post e questo riceve un like, o un commento, il post diventa subito visibile a tutti i contatti della persona che ha messo il like e/o commento.

Quindi se a mettere il like è una persona che ha più di 1000 contatti il vostro post, potenzialmente, sarà visto da 1000 persone le quali, se anche loro metteranno a loro volta un like o un commento, aumenteranno ancora di più la visibilità del post. Questo meccanismo viene spiegato da Riccardo Scandellari nel suo post: “Alla conquista della newsfeed di LinkedIn”.

 

SOCIAL SELLING INDEX

Il Social Selling Index è uno strumento messo a disposizione da parte di LinkedIn per misurare l’andamento del nostro profilo. Se è vero che i numeri lasciano il tempo che trovano è anche vero che strumenti del genere sono utili per capire come stiamo andando, specialmente se usiamo il Social seriamente per lavoro.

Per iniziare ad utilizzare questo tool dovete cliccare sul tasto “Get your score free” e a questo punto vi troverete davanti il vostro punteggio con il dettaglio per capire come lo avete ottenuto.

 

I primi dati che andiamo a vedere sono Industry SSI Rank e Network SSI Rank: 

 

  • INDUSTRY SSI RANK: indica la percentuale della vostra visibilità all’interno del vostro settore lavorativo
  • NETWORK SSI RANK: indica la percentuale della vostra  visibilità all’interno del vostro network

 

Gli altri valori sono i seguenti:

 

  • ESTABLISH YOUR PROFESSIONAL BRAND: questa dato indica la percentuale dell’andamento del tuo profilo, quindi se il tuo profilo è completo (se tutti i campi sono stati riempiti), se pubblichi post “lunghi” e i loro risultati in termini di reazioni da parte dei tuoi contatti
  • FIND THE RIGHT PEOPLE: la percentuale di questo dato varia in base al numero di contatti che hai e in base al tasso di accettazione delle richieste di contatto
  • ENGAGE WITH INSIGHTS: questo dato indica la percentuale delle tua attività su LinkedIn (condivisioni, like, commenti, messaggi inviati e percentuale di risposta etc..)
  • BUILD RELATIONSHIPS: questo dato indica la percentuale delle persone che ti hanno cercato, le persone che hanno visto il tuo profilo e il numero di giorni in cui il profilo è attivo

 

Se volete provare questo tool l’indirizzo è il seguente: The Social Selling Index.

 

CONCLUSIONI

Questo strumento è buono per capire come ci stiamo muovendo su LinkedIn e come impostare le nostre future strategie. Se avete domande potete sfruttare i commenti sotto questo post.

 

Il blog si prende qualche settimana di vacanza, il prossimo post verrà pubblicato il 14 agosto. 

 

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Cosa NON dovresti scrivere su LinkedIn

Alcune cose su LinkedIn non dovresti pubblicarle

 

 

Sei un professionista e usi LinkedIn ? Ecco allora dovresti fermarti due secondi a pensare a quello che giornalmente scrivi su questa piattaforma. Sei sicuro che faccia bene alla tua visibilità?

Prendete questo post come un consiglio e non come una ramanzina poi ognuno è libero di fare quello che vuole con relative conseguenze. Da quando LinkedIn è diventato popolare molte cose sono migliorate ma allo stesso tempo altre sono peggiorate.

Una sicuramente è la qualità delle pubblicazioni che vengono condivise, tanto che c’è stato un periodo dove la frase più gettonata era “LinkedIn non è Facebook” o come scrive Rudy Bandiera in un suo post: “LinkedIn è il nuovo Facebook, anzi è molto peggio“.

LinkedIn nasce come piattaforma professionale ma da quando è diventata mainstream le pubblicazioni sono sempre meno “professionali”, l’idea di questo post nasce dopo aver pubblicato il seguente post su LinkedIn: “Pensate veramente che scrivere “disoccupato” nella vostra headline vi aiuterà per trovare lavoro su #LinkedIn ?

Naturalmente le reazioni piccate non sono mancate al post e molti hanno risposto in maniera permalosa senza realmente rispondere alla domanda. La domanda l’ho fatta perché ho notato (ma in realtà non solo io visto che nei giorni precedenti ho visto altri miei contatti fare la stessa domanda) che molti scrivevano nella propria headline lo stato di “disoccupato“, ma serve veramente scriverlo ?

 

COSA NON SCRIVERE SU LINKEDIN

Alcune cose che vengono scritte su LinkedIn sono inutili e molte volte anche dannose per la vostra visibilità sulla piattaforma. Secondo me queste sono le peggiori che ho visto in ordine sparso:

 

  • Disoccupato (e tutte le sue varianti)
  • CEO presso me stesso
  • Pensionato presso me stesso
  • Boss di me stesso
  • Università della vita
  • HR che si lamentano dei candidati che hanno rifiutato una proposta di lavoro
  • Proposte di lavoro imbarazzanti
  • Skill non reali
  • Foto al limite del porno con battute da caserma
  • Buongiornissimo
  • KAFFÈÈÈ ?
  • Frasi motivazionali copiate da “GURU” americani
  • Parlare male di colleghi/clienti
  • Selfie ammiccanti
  • Foto con il vostro lui/lei

 

Forse dopo questa lista vi ho bruciato il 90% delle vostre pubblicazioni però forse è meglio così, iniziate a levare queste cose e il vostro profilo LinkedIn vi ringrazierà. Se poi vuoi dare una “spinta” al tuo profilo LinkedIn puoi leggere qui:

 

 

Grazie a LinkedIn si riesce a trovare lavoro ? LinkedIn è uno strumento potente che può aiutare per trovare lavoro, ma sempre uno strumento rimane. Quindi se lo usate bene sicuramente vi sarà di aiuto, se invece lo usate male non vi servirà a niente. Quindi prima di criticarlo fermatevi qualche secondo a pensare come lo state usando.

 

CONCLUSIONI

Voi avete trovato altre pubblicazioni “strane” su LinkedIn ? Cosa ne pensate di LinkedIn ? Lasciate il vostro parere nei commenti sotto questo post.

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2 cose che cambierei di LinkedIn Pulse

Lo conosci LinkedIn Pulse? Io cambierei queste due cose e tu ?

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Da qualche mese sto utilizzando LinkedIn Pulse, la piattaforma per fare blogging di LinkedIn, e devo dire anche con un buon feedback. Il 21 aprile ho scritto un articolo che ha ottenuto molto successo da un punto di vista di LIKE, VISITE e COMMENTI (il post lo trovi qui: AVETE TROVATO LAVORO CON LINKEDIN?).

Grazie proprio a questo post ho notato quello che secondo me è un limite di LinkedIn Pulse: la gestione dei commenti. Il secondo limite che ho riscontrato invece è la gestione dei TAG da inserire nei propri articoli, ma andiamo con ordine.

 

GESTIONE DEI COMMENTI

Come ho detto prima il post “Avete trovato lavoro con LinkedIn” ha ricevuto un buon numero di commenti (attualmente mentre scrivo sono 95), ma con l’aumentare dei commenti sono aumentate anche le difficoltà nel gestirli.

Diciamo che fino a 10/15 commenti la situazione è ancora gestibile, dopo aumenta la difficoltà con l’aumentare dei commenti. Il primo problema dei commenti è il seguente:

 

  • A lascia un primo commento
  • B risponde cliccando sul tasto RISPONDI sotto il primo commento di A
  • A vuole rispondere a B ma non trova il tasto RISPONDI sotto il commento di B, quindi dovrà sfruttare il tasto RISPONDI sotto il suo primo commento. Naturalmente il commento non verrà posizionato in maniera sequenziale dopo quello di B ma andrà in testa

 

commenti

 

La sequenza di questi commenti è: FRECCIA ROSSA, FRECCIA NERA, FRECCIA VERDE. Se a questa conversazione si inseriscono altre persone a commentare, o arrivano nuovi commenti, la situazione diventa ancora più caotica e rischi di perderti qualche commento.

Hai riscontrato anche te questo problema? Lascia la tua esperienza nei commenti sotto questo post (tranquillo wordpress ha una buona gestione dei commenti 😀 !!)

 

GESTIONE DEI TAG

L’altro limite che ho riscontrato in LinkedIn Pulse è la gestione dei TAG da inserire a fine articolo, il problema è che sono tag preconfezionati da LinkedIn e in certe situazioni li trovo molto limitanti. Ok il suggerimento, ma credo che sia molto comodo anche avere la libertà di metter il tag che voglio io.

 

CONCLUSIONI

Questi secondo me sono i due grossi limiti che ha questa piattaforma, comunque trovo che LinkedIn Pulse sia un buon canale di comunicazione da affiancare al nostro blog.

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