Facebook non è di Mark Zukerberg, questa volta Facebook rischia di chiudere

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Altri guai legali in arrivo per Mark Zukerberg, sempre per lo stesso motivo: Facebook non è una creatura di Mark Zukerberg.Questa volta ad attaccare il CEO di Facebook è un programmatore olandese, Jozef Van Der Meer, il quale accusa di plagio Mr Zukerberg.

In particolare vengono rivendicati il tasto “Like” e la “Timeline“, infatti Jozef Van Der Meer afferma di aver depositato un brevetto di un “Diario online” che, secondo il programmatore olandese, è molto simile alla Timeline di Facebook. I brevetti sono registrati con il numero 6,415,316 (per quanto riguarda il Diario online), mentre il “Like” e’ registrato col numero 6,289,362.

Questi due brevetti sono stati depositati tra il 2001 e il 2002 e contemporaneamente ha registrato il dominio surfbook.com. Se le accuse fossero confermate cambierebbe di molto lo scenario dei Social Media e le previsioni sarebbero, per Mark Zukerberg, catastrofiche: rimborso a SEI zeri per il programmatore, tonfo in Borsa, fallimento e chiusura di Facebook.

Google+, che ha preso da poco la seconda piazza nella classifica dei Social Network, è li che attende con ansia questa sentenza visto che, se fossero confermate le accuse, avrebbe molto da guadagnare.

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Pinterest è un plagio


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Pinterest (noto Social Network per la condivisione di fotografie, video ed immagini) non sembra essere tutta farina del sacco di Brian Cohen (fondatore e primo investitore) accusato di plagio da parte di Theodore F. Schroeder il quale accusa il suo ex-socio di aver rubato l’idea che poi è diventata Pinterest.

La denuncia di plagio è arrivata in tribunale dove Theodore F. Schroeder ha richiesto un risarcimento a Brian Cohen il quale è accusato di aver incorporato in Pinterest le idee contenute nel progetto antesignano, chiamato Rendezvoo e poi Skoopwire.

Ma quali sono queste caratteristiche che Schroeder rivendica ? Le caratteristiche dell’interfaccia utente, la possibilità di condividere i propri interessi e i propri gusti con altri utenti, la possibilità di connettere prodotti simili.

L’avvocato di Schroeder dichiara: “è illegale rubare un’idea per proprio beneficio senza tenere conto della persona da cui essa provenga. In questo caso, il signor Cohen ha preso parte a un progetto imprenditoriale già esistente, per il quale il signor Schroeder aveva maggior interesse, successivamente appopriandosi senza permesso di idee, soluzioni, applicazioni per il Web e tecnologie“.

Naturalmente il board di Pinterest nega tutto dicendo che le accuse mosse contro di loro sono prive di fondamento. I responsabili di Pinterest, quindi, si preparano a sostenere una battaglia legale.

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