Facebook non è di Mark Zukerberg, questa volta Facebook rischia di chiudere

20130212-132706.jpg

Altri guai legali in arrivo per Mark Zukerberg, sempre per lo stesso motivo: Facebook non è una creatura di Mark Zukerberg.Questa volta ad attaccare il CEO di Facebook è un programmatore olandese, Jozef Van Der Meer, il quale accusa di plagio Mr Zukerberg.

In particolare vengono rivendicati il tasto “Like” e la “Timeline“, infatti Jozef Van Der Meer afferma di aver depositato un brevetto di un “Diario online” che, secondo il programmatore olandese, è molto simile alla Timeline di Facebook. I brevetti sono registrati con il numero 6,415,316 (per quanto riguarda il Diario online), mentre il “Like” e’ registrato col numero 6,289,362.

Questi due brevetti sono stati depositati tra il 2001 e il 2002 e contemporaneamente ha registrato il dominio surfbook.com. Se le accuse fossero confermate cambierebbe di molto lo scenario dei Social Media e le previsioni sarebbero, per Mark Zukerberg, catastrofiche: rimborso a SEI zeri per il programmatore, tonfo in Borsa, fallimento e chiusura di Facebook.

Google+, che ha preso da poco la seconda piazza nella classifica dei Social Network, è li che attende con ansia questa sentenza visto che, se fossero confermate le accuse, avrebbe molto da guadagnare.

Ad maiora

Graph Search, motore di ricerca di Facebook

Finalmente Mr. Zuckerberg ha svelato il mistero che da giorni girava intorno a Facebook, il progetto a cui stanno lavorando si chiama Graph Search, ed è una grande banca dati sociale.

Quali sono i numeri di Facebook ? Più di un miliardo di iscritti, con oltre 240 miliardi di fotografie condivise e mille miliardi di connessioni social.Facebook ha dichiarato quanto segue: “Oggi annunciamo una nuova modalità di navigazione tra queste connessioni, per renderle più utili. L’abbiamo chiamata Graph Search, e inizia oggi in anteprima limitata, in versione beta“. I primi ad utilizzarlo saranno gli inglesi.

La versione beta sarà disponibile solamente ad una cerchia ristretta di tester in lingua inglese, prima di lanciare il servizio in maniera uffciale, Facebook, vuole dei feedback direttamente dagli utenti.

Graph Search è il primo passo per realizzare il sogno che gira da un pò di tempo nella testa di Mr. Zuckerberg, trasformare Facebook in un vero e proprio motore di ricerca, come un equivalente di Google nella ricerca di persone, interessi e gusti.

L’errore che non bisogna fare è quello di pensare che Graph Search sia il classico motore di ricerca, assolutamente no !! Durante la conferenza di lancio Mr. Zuckerberg ha fatto il seguente esempio per spiegare Graph Search: “la ricerca sul Web prevede l’immissione della chiave di ricerca hip-hop per poi ottenere milioni di risultati con annessi link. Il funzionamento di Graph Search prevederà invece la digitazione della più lunga domanda a quali tra i miei amici piace l’hip-hop?

La versione beta prevede quattro aree di ricerca: persone, fotografie, luoghi, interessi. La domanda adesso nasce spontanea: e la privacy ??

Mr. Zuckerberg ha dichiarato: “Graph Search è un progetto davvero enorme, frutto dell’indicizzazione di post, informazioni e contenuti caricati dagli utenti nel corso degli anni.” Questo vuole dire che tutte le attività “social”, dal semplice “LIKE” al “TAG“, sono finiti in pasto a Graph Search.

I ragazzi di Facebook hanno caricato un video su Youtube dove viene spiegato come non apparire su Graph Search:

In sostanza per essere invisibile al search bisogna eliminare ogni tipo di TAG.

Per questo progetto Facebook sta collaborando con Bing, il quale diventerà il motore di ricerca di default una volta che l’utente uscirà dalle “terre incantate di Facebook”. Grazie a questa collaborazione Facebook potrà sapere l’attività degli utenti, potendo così generare pubblicità ad hoc per ogni utente.

L’annuncio di questo progetto non ha esaltato le borse, il titolo ha perso il 2,74% nella giornata di ieri. Mr. Zuckerberg ha dichiarato che Graph Search sarà uno strumento utile anche per i giornalisti: “potranno scoprire fonti potenziali e trovare un esperto da intervistare per reportage e inchieste“.

Se volete approfondire potete andare al seguente link:
http://arstechnica.com/business/2013/01/new-facebook-graph-search-gives-users-power-to-slice-and-dice-info-from-friends/

Ad maiora

Violata la privacy della famiglia Zuckerberg

Una foto privata di Randi Zuckerberg, sorella del fondatore di Facebook, finisce su Twitter e si scatena subito la polemica sul web. L’utente responsabile della pubblicazione ha chiesto subito scusa, ma ormai la foto era andata già in giro sul web.

Randi Zuckerberg aveva pubblicato una foto della sua famiglia (alcuni componenti alle prese con i propri cellulari) su Facebook nella sua timeline, naturalmente aveva applicato le policy per la privacy in maniera che solo i suoi amici la potessero vedere.

Qualche ora dopo la pubblicazione un cinguettio del marketing director di Vox Media Callie Schweitzer ha creato il panico in casa Zuckerberg. Randi Zuckerberg ha subito risposto tramite Twitter in maniera stizzita.

Non ho capito dove hai preso questa foto. Io l’ho postata solo per i miei amici su Facebook. Il fatto che tu l’abbia ripubblicata su Twitter non è affatto piacevole“, in questa maniera ha risposto Randi Zuckerberg.

Ad maiora