Hacker rapinano 36 milioni di euro tramite smartphone e SMS, colpite anche banche italiane

No non è una trama di un film ma una vera rapina da 36 milioni di euro, niente pistole ma Smartphone e SMS ad essere rapinate sono state 30 banche europee.

La rapina è stata fatta tramite un virus informatico, un trojan per la precisione, il programma infetto era stato programmato per risidere in maniera silenziosa sul computer vittima per poi trasferirsi sugli smartphone, a questo punto l’hacker era in grado di registrare i codici di verifica che venivano inviati sui cellulari e utilizzarli per creare una sessione di online banking in parallelo.

Sembra che siano presenti anche banche italiane tra le vittime, che però non hanno effettuato ancora la denuncia. Antonio Forzieri – esperto di sicurezza di Symantec- ha dichiarato: “Telefoni cellulari sono ormai diventati parte integrante della vita delle persone. Nel mondo, infatti, due terzi degli adulti dichiarano di utilizzare un dispositivo mobile per accedere a Internet. Tuttavia, un utente su tre ha smarrito o subito il furto di un device mobile, mettendo a rischio molte informazioni riservate“.

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L’sms compie 20 anni

Era il 3 dicembre del 1992 Neil Papworth, tecnico di Vodafone UK, inviò da un computer a un cellulare gsm il messaggio “Merry Christmas”, da quel momento il modo di comunicare subi un nuovo cambiamento.

Oggi, dopo 20 anni, inviamo almeno un sms al giorno e nonostante l’arrivo di nuovi modi di comunicare (Social Network, Skype, Email) l’sms sembra non tramontare. Nel primo semestre del 2012 sono stati inviati stati 48miliardi di sms.

Il declino del messaggino è ancora lontano !!

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Tassa sugli SMS e’ subito protesta

E’ bastato solamente “pensarlo” per scatenare una forte protesta (sul web e non) contro l’ennesima tassa. Questa volta la vittima è il caro e vecchio (ma sempre fedele) sms.

La prima volta che provarono a tassarlo fu nel 2004 ma la proposta, che non fu neanche formalizzata, venne ritirata immediatamente visto che nel giro di 24 ore l’autore della proposta (Gianluigi Magri) fu sommerso di critiche.

2012 ci riprovano ma la risposta dei consumatori non cambia. L’idea era quella di tassare gli sms (sovraprezzo di 2 cent/€) inviati alla Protezione Civile in caso di allarme. Tutto questo per risanare la disastrosa situazione economica in cui si trova la stessa Protezione Civile.

Inutile dire che solamente la proposta ha provocato l’ira delle associazioni a tutela dei consumatori e gli stessi consumatori. La protesta è arrivata anche tramite il web e social network (Facebook e Twitter).
Una tassa fino a 2 centesimi sull’invio di un SMS da qualsiasi dispositivo (telefono cellulare, computer o siti web). Le società telefoniche dovranno provvedere al pagamento dell’imposta, “con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti”.

Visto l’uso che ne fa il popolo italiano degli sms si stima un rientro economico pari al mezzo miliardo all’anno. La Codacons ha già bollato questa operazione come “furto con destrezza”, visto che in Italia siamo quelli che pagano più di tutti (a livello europeo) gli sms.

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