Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti anche grazie al WEB

Ieri sera (ora italiana) Barack Obama è stato eletto come 45esimo Presidente degli Stati Uniti, grazie anche al web e ai Social Network in particolare a Twitter.

Infatti si può dire che la campagna elettorale di Obama sia stata più incesiva su Twitter, dove il Presidente ha mantenuto costantemente aggiornato il proprio stato per quanto riguarda l’andamento della campagna. Grazie ai Social Network Obama è riuscito a convincere anche gli indecisi e a raccogliere la maggioranza dei voti.

Su Twitter spopola la foto di Obama, che abbraccia la moglie, con la scritta “Four more years” dopo aver ricevuto la notizia di aver vinto. Questo tweet con la foto è il più ritwittato di sempre.

Twitter ha annunciato di aver raggiunto la cifra record di 31 milioni di cinguettii riferito all’evento elettorale americano. Anche in questo caso, come già successo in passato, il web e i Social Network la fanno da padroni…capiterà mai in Italia? Chi vivrà vedrà, per adesso complimenti a Barack Obama e buon lavoro per i prossimi 4 anni.

“Four more years”

Ad maiora

Il DDL che mette il bavaglio alla Rete ?

La commissione Giustizia del Senato ha approvato il DDL Diffamazione, tanto contestato dal popolo della Rete, soprannominato (sempre dal popolo della Rete) come Legge Bavaglio.

All’articolo 2-bis, “misure a tutela del soggetto diffamato o del soggetto leso nell’onore e nella reputazione”.
Vediamo meglio cosa dice questo decreto. Il decreto legge permette, ai soggetti lesi, di ordinare la rimozione dei contenuti (ritenuti diffamatori) dai siti internet e dai motori di ricerca. Quello che non piace di questo DDL è l’obbligo di rettifica esteso a tutte le testate giornalistiche diffuse per via telematica, questo è proprio quello che non piace perché per molti rimane ambigua la definizione di “testate giornalistiche diffuse per via telematica”. Le rettifiche dovranno essere pubblicate entro 48 ore per evitare sanzioni che arrivano fino a 25mila euro.

Al primo comma del 2-bis, “l’interessato può chiedere ai siti Internet e ai motori di ricerca l’eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione della presente legge”.
Nel caso di un rifiuto la parte lesa può rivolgersi direttamente a un giudice per richiedere la rimozione di dati, foto e informazioni personali da qualsiasi sito e/o motore di ricerca.

Il quarto comma recita, “In caso di inottemperanza all’ordine impartito ai sensi del comma 2, il giudice può applicare nei confronti dei soggetti responsabili la multa da 5mila a 100mila euro e disporre la rimozione del contenuto illecito o del dato personale trattato illecitamente”.

Si ricorda che l’intero articolo è stato approvato, quindi è legge.

Che ne pensate ?

Ad maiora

I blog hanno 48 ore per rettificare

Alla fine è tornata sull’onda del caso Sallusti, la legge “ammazza-blog” è tornata. Nelle modifiche alla legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 i relatori del Senato vorrebbero aggiornare l’articolo 8, sulle risposte e rettifiche in ambito giornalistico.

Per i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate non oltre due giorni dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia a cui si riferiscono. Le rettifiche o dichiarazioni devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e devono essere pubblicate, senza commento, nella loro interezza, purché contenute entro il limite di trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per la parte che si riferisce direttamente alle azioni contestate“.

L’avvocato Guido Scorza ha spiegato: “48 ore per procedere alla rettifica a pena di una sanzione pecuniaria a quattro zeri per i gestori di tutti i siti informatici“.

Sarà un legge bavaglio ? Che fine faranno i blog ?

Ad maiora