19 gennaio 2013 il ritorno di Megaupload

Kim Dotcom ha vinto e prepara la sua vendetta che sarà servita il 19 gennaio 2013. A un anno dal raid che ha fatto chiudere Megaupload, Dotcom riparte con il suo nuovo progetto MEGA.

Mega è l’evoluzione di Megaupload in grado di resistere, secondo quanto afferma Dotcom, a qualsiasi tipo di attacco informatico e/o legale. Mega ha un sistema di crittografia dei dati e ogni volta che un utente carica un video questo viene criptato, all’utente vengono assegnate due chiavi una per decodificare il file e l’altra per scaricarlo.

In questa maniera lo STAFF di Mega non potrà conoscere il contenuto dei file caricati sui propri server sollevando l’azienda da qualsiasi accusa di omessa rimozione di contenuti illeciti.

Adesso tocca solo aspettare il 19 gennaio 2013 per vedere se Kim Dotcom manterrà la parola.

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Bambina di 9 anni viola il copyright in Finlandia

Sembrava un tranquillo week end per una delle tante famiglie finlandesi, quando, alcuni poliziotti hanno bussato alla porta accusando un ignaro padre di aver scaricato via torrent alcuni brani della star locale, Chisu. I poliziotti hanno invitato il padre a pagare una multa di 600 €.

Naturalmente il padre di famiglia si è rifiutato di pagare la suddetta cifra, ma la cosa singolare è che a scaricare la musica è stata la figlia di 9 anni. Infatti una volta sequestrato il laptop della bambina i poliziotti hanno trovato numerosi brani della pop star locale.

La stessa Chisu, una volta venuta a conoscenza del fatto tramite la divisione locale di Electronic Frontier Foundation (EFF), ha rinunciato alla denuncia consigliando di cercare i file musicali su Spotify invece che su BitTorrent.

Questo è il video della pop star finlandese Chisu:


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BitTorrent: se scarichi torrent in tre ore ti vengono a prendere a casa

L’anonimato in rete non esiste ! A testimoniarlo sono gli utenti di Bittorrent, infatti sembra che i condivisori vengano individuati nel giro di 3 ore.

Naturalmente quello che viene rintracciato è l’indirizzo IP assegnato dal proprio provider, ma naturalmente un giudice potrebbe richiedere di associare un nome all’indirizzo IP individuato. Questo studio è stato portato avanti dalla Birmingham University.

La Birmingham University ha analizzato oltre 1000 peer su 421 tracker, la scoperta è stata che i contenuti più popolari vengono tracciati da società il cui lavoro è quello di monitorare flussi digitali. I ricercatori hanno dichiarato: “Non bisogna per forza essere un downloader massivo. Anche chi scarica un solo film lascia tracce nelle attività di login e dunque è monitorato. Qualora il contenuto sia nella classifica dei cento più popolari, l’utente sarà individuato entro poche ore” .

Sembra che tutti i tool (VPN, Proxy, Blocklist etcc..) non siano così affidabili, infatti sembra che queste società riescano ad aggirare questi deterrenti.

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