Facebook e Twitter era tutto finto, sono nuovamente censurati in Iran

La favola è durata poco, Facebook e Twitter censurati in Iran

Fonte Foto: http://cdn.blogosfere.it
Fonte Foto: http://cdn.blogosfere.it

Ieri la notizia è stata accolta con molto stupore da tutto il mondo del web, Facebook e Twitter raggiungibili anche in Iran. Notoriamente questo paese vieta l’utilizzo di questi Social Network.

Ieri invece erano raggiungibili tranquillamente, mentre oggi sono nuovamente censurati. Il motivo, dichiara un responsabile iraniano di nome Abdolsamad Khoram-Abadi, è da ricercare in un problema tecnico.

Il mancato filtraggio di Facebook ieri sera è dovuto apparentemente a problemi tecnici. Stiamo esaminando la questione“.

Ecco alcuni messaggi di alcuni utenti iraniani piacevolmente sorpresi da questo “miracolo”:

“Cari amici degli Stati Uniti, ci credete ai miracoli? Bene, ne è appena successo uno in Iran, in fatti il governo ha tolto il filtro su Facebook”

“Twitter e Facebook sono autorizzati. Grazie Rohani”

“Che gioia ieri sera, andare su Twitter senza VPN”

 

L’Iran non ama i Social Media infatti oltre a Facebook e Twitter sono bloccati anche Youtube e anche molti altri siti web ( tra cui siti politici e pornografici).

 

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Fonte: http://www.internazionale.it/news/iran/2013/09/17/il-miracolo-dura-poco-bloccati-di-nuovo-i-social-media/

L’Egitto blocca Youtube

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Ancora problemi tra Egitto e Youtube, infatti il governo egiziano ha deciso di bloccare in tutto il paese Youtube per 30 giorni. La causa è di aver diffuso il video “blasfemo” Innocence Of Muslims. Un giudice ha ordinato il blocco  di tutti gli accessi locali alla piattaforma di video sharing controllata da Google.

Ma perché questo film ha scatenato l’ira del mondo islamico tanto da bloccare la piattaforma di video-sharing più famosa al mondo? Innocence of Muslims parla delle tappe della vita di Maometto, viste però in chiave critica. Attualmente però non è arrivata ancora nessuna ordinanza a BigG.

Gli attivisti locali hanno detto che Hassouna Tawfiq, il giudice, ha bloccato la piattaforma per motivazioni personali e inoltre hanno ribadito che il giudice “ha conoscenze informatiche limitate” visto che un portale intero verrà bloccato per un solo video.

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La Siria è offline, ma i ribelli continuano a twittare

Nel precedente post, La Siria è offline, abbiamo detto che il governo siriano ha bloccato tutte le comunicazioni con il mondo esterno levando internet al paese. L’aggiornamento di pochi minuti fa è che i ribelli continuano a twittare.

Su Twitter è apparso l’hashtag #SyriaBlackoout, grazie al quale è possibile avere informazioni su quello che accade in Siria. Google ha attivato il servizio Speak2Tweet che permette di twittare tramite cellulare, quando si scrive un messaggio questo viene trasformato in tweet.

Telecomix ha messo a disposizione dei numeri telefonici per collegarsi alla rete tramite la vecchia e cara connessione dial-up. Ancora una volta Twitter si è dimostrato un ottimo strumento contro la censura.

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