Anonymous pubblica i dati degli utenti Apple

Tutto inizia con un portatile perso da un agente segreto e la conclusione è quella delle più classiche: un milione di identificativi di iPhone e iPad pubblicati in Rete.

La denuncia viene fatta dai ragazzi di AntiSec (fazione di Anonymous) i quali accusano Apple e FBI di possedere i dati di ignari utenti. Ultimamente è venuta fuori la verità e sembra che quei dati appartengano a Blue Toad, società che sviluppa App, il furto (secondo il CEO della società) risale a un paio di settimane fa.

La scoperta è stata fatta dal ricercatore David Schuetz il quale “spulciandosi” le (moltissime) informazioni rese pubbliche ha scoperto che almeno 19 Id di dispositivi appartenevano alla Blue Toad. L’allarme è partito subito, gli informatici hanno confrontato gli Id sui server con quelli pubblicati da AntiSec è il risultato è stato che il 98% dei dati corrispondevano.

Apple e FBI hanno smentito subito, e i fatti hanno dato ragione a loro, ma la domanda che il grande pubblico della rete si pone è: chi ha sottratto i dati alla Blue Toad? Le varianti possono essere tante: hacker, concorrenza, cracker etc..

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Anonymous contro l’Interpol

Anonymous è tornato e questa volta a pagare il conto è il sito web dell’Interpol, infatti questa mattina il sito risultava essere irraggiungibile (attualmente è nuovamente online).

Il motivo dell’attacco è da ricercare nella difesa di Julian Assange, gli hacker di Anonymous stanno sostenendo questa causa, fondatore di WikiLeaks. Non è la prima volta che gli hacker prendono di mira il sito web dell’Interpol, infatti l’ultimo attacco risale a 1 settimana fa.

L’Interpol non è l’unico obiettivo degli Anonymous, infatti recente hanno attaccato anche il sito web del New York Times pubblicando email private che i giornalisti si sono scambiati tra di loro. In tanto continuano gli arresti da parte dell’FBI, l’ultimo è di qualche giorno fa quando è stato arrestato un hacker di 20 anni, Raynaldo Rivera.

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Sentinel e’ finalmente operativo

Dopo 7 anni di ritardo e 600milioni di dollari spesi finalmente è partito il supersistema informatico Sentinel disponibile per tutti gli agenti FBI.

L’FBI potrà finalmente dire addio alla carta ed usare Sentinel per gestire crimini ed inchieste tutto in formato digitale. Questo strumento oltre ad avere un notevole impatto a livello ambientale permetterà di velocizzare l’indagini degli agenti federali i quali potranno condividere documenti in formato elettronico, seguendo eventuali modifiche apportate da altri in tempo reale.

L’idea di questo progetto è partita 11 anni fa, dopo l’attacco delle Torri Gemelle, e dopo anni di lavoro (molti bug risolti) finalmente il supersistema è operativo. Il primo passo è stato quello di costruire una rete ad altissima velocità per connettere tutti i dipartimenti di polizia sull’intero territorio statunitense e l’acquisto di ultima generazione.

L’aspetto più delicato ma anche il più interessante è quello della Comparazione elettronica delle prove e l’identificazione Biometrica dei sospettati.

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