Flickr e il grande errore della decentralizzazione dell’email

 

Fonte Foto
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Sei un appassionato di foto? Ti piace condividerle con i tuoi amici? Allora sicuramente conosci  Flickr il servizio di Yahoo per la condivisione di foto. Anche io, da appassionato di foto, ho un account su Flickr e fino ad oggi ho sfruttato la comoda opzione di loggarmi tramite il mio account su google (è possibile anche tramite Facebook).

Ho scritto fino ad oggi perché  entrando nel mio account oggi ho trovato il seguente messaggio:

 

Schermata 2014-04-27 alle 20.32.09


Quindi tra qualche giorno se vorrò usare ancora il mio account su Flickr dovrò aprire una nuova e-mail con Yahoo, praticamente un salto indietro. Tutti stanno andando verso la centralizzazione dei servizi, ovvero accedere con un unico indirizzo e-mail a tutti i servizi su internet, tranne quelli di Yahoo che invece con questa mossa vogliono decentralizzare il servizio e renderlo ad uso esclusivo degli utenti Yahoo.


CONCLUSIONI

Se Yahoo pensava con questa mossa di aumentare il numero di account di posta elettronica e al suo servizio di condivisione delle foto credo che farà un grosso buco nell’acqua, perché devo aprire una nuove e-mail (che userò solamente per Flickr) se posso accedere (con la mia unica e-mail) ad altri servizi di condivisione foto?

Cosa ne pensi di questa mossa di Yahoo? La tua opinione mi interessa, lasciala nei commenti sotto questo articolo.

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Ad Maiora

L’uragano Snowden si abbatte sui colossi della Silicon Valley

BIG BROTHER IS WATCHING YOU.

Fonte Foto: http://www.aforismario.it
Fonte Foto: http://www.aforismario.it

I problemi per i colossi High Tech della Silicon Valley sembrano non finire mai, l’uragano Snowden sembra aver aperto una porta che forse era meglio tenere chiusa.

I file pubblicati da Snowden, ex-collaboratore dell’NSA, continua a far tremare il governo degli Stati Uniti ma anche i big della Silicon Valley. Il Guardian ha dichiarato che il governo americano ha pagato milioni di dollari ai colossi Hight Tech che hanno partecipato al programma Prism.

I soldi sembra che siano andati nelle casse di Facebook, Google, Yahoo e Microsoft i quali sarebbero serviti per pagare spese legali per difendersi da eventuali accuse.

Il Guardian lancia accuse pesanti ai colossi della Silicon Valley, accusandoli di aver preso soldi dei contribuenti americani. L’articolo accusa lo potete trovare al seguente url: http://www.theguardian.com/world/2013/aug/23/nsa-prism-costs-tech-companies-paid

 

GOOGLE SI DIFENDE

Google non ci sta e risponde subito alle accuse sollevate dicendo:

Mai preso parte a Prism o ad alcun programma governativo di sorveglianza – Non diamo ad alcun governo l’accesso ai nostri sistemi e forniamo ai governi i dati degli utenti solo nel rispetto della legge. Stiamo aspettando la risposta del governo americano alla nostra istanza nella quale chiediamo di poter rendere pubblici più dati relativi alle richieste di sicurezza nazionale, cosa che mostrerà che il nostro rispetto delle leggi americane di sicurezza nazionale ha una portata di gran lunga inferiore rispetto alle affermazioni infondate che ancora oggi vengono fatte sulla stampa“.

 

WALL STREET JOURNAL ACCUSA

Le polemiche non si placano mai su questa vicenda e questa volta ad accusare l’NSA è il Wall Street Journal, il quale accusa i funzionari dell’NSA di usare i propri strumenti per monitorare i propri partner. L’operazione è stata chiamata LOVEINT. I colpevoli sono stati puniti con sanzioni disciplinari e licenziamento.

 

CONCLUSIONI

Il caso Snowden sarà ricordato come il più grande impeachment dell’era tecnologica. Una storia da cui si esce tutti sconfitti, in primis il governo USA e NSA entrambi usciti con la propria reputazione distrutta (sarà difficile recuperare credibilità), Snowden il quale sicuramente avrà fatto la cosa giusta ma la sua vita sicuramente ne ha risentito e ne risentirà ancora per molto ed infine la rete il web.

Il popolo della rete è quello che ne esce peggio, spiato e mazziato. Dopo il caso Snowden il web sarà ancora lo stesso? Voi che ne pensate?

 

Ad maiora

Disponibile, a prezzi scontati, l’exploit per craccare la mail di Yahoo

Natale si avvicina e il cracker, che si fa chiamare “TheHell”, ha voluto fare un regalo. Ha messo in vendita, a prezzi scontati, l’exploit per craccare la mail di Yahoo.

Il cracker ha scoperto una vulnerabilità Cross-site-scripting (XSS), la tecnica spinge l’utente a visitare un URL malevolo dopo aver effettuato a Yahoo! Mail, e la conseguenza di questo accesso sarà il furto dei cookie e il quale permetterà al cyber-criminale di accedere all’account della vittima a proprio piacimento.

A scoprire questa “vendita” è stato il blogger Brian Krebs il quale ha individuato “l’offerta” sul mercato nero delle vulnerabilità, Darkode, e poi ha posta su youtube il video.


Gli ingegneri di Yahoo hanno dichiarato che elimineranno il problema una volta individuata l’URL a cui si riferisce il codice dell’exploit.

Ad maiora