Google evade le tasse in maniera legale

In questi anni Google ha messo da parte un bel tesoretto aggirando le tasse in maniera lecita, da una recente analisi sembra non essere l’unica farlo anche altre società del mondo ICT utilizzano lo stesso “trucchetto”.

Bloomberg ha comunicato le cifre, per adesso ancora presunte, relative al mancato pagamento delle tasse del 2011. La cifra si aggira attorno ai 2 miliardi di dollari, effettuati spostando 9,8 miliardi di dollari in una società di copertura alle Bermuda. Questa manovra, legale, ha permesso a Google trasferire gli utili in società che si trovano nel paradiso fiscale dell’Atlantico portando a metà il tasso fiscale.

La Commissione Europea, per evitare questi “trucchetti” legali, sta preparando una lista nera dei Paradisi Fiscali che costano a noi europei 1.300 miliardi di euro.

Google non è l’unica, infatti anche Microsoft utilizza lo stesso escamotage tanto che il governo inglese ha accusato Microsoft di non pagere le tasse.

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Twitter e Instagram divorziano, colpa dell’amante Facebook?

Twitter e Instagram prendono le distanze l’uno dall’altro, alcune voci dicono che sia a causa dell’acquisizione di Instagram da parte di Facebook.

Vediamo meglio cosa è successo. Quando la popolarità di Instagram aumentò, Twitter permise a quest’ultimo di far postare ai propri utenti le foto su Twitter, Le foto venivano postate in alta definizione grazie alla tecnologia delle Twitter Cards. Ma cosa sono le Twitter Cards?

Quando nel vostro tweet inserite un link ad una risorsa esterna come un video su youtube o una foto su Instagram Twitter mostra il contenuto direttamente all’interno del tweet stesso in alta definizione. Per fare questo Twitter utilizza questa tecnologia che viene chiamata Twitter Cards, la quale oggi è possibile implementare su tutti i siti grazie ad appositi meta tag da aggiungere nell’header.
Le Twitter Cards sono reperibili a questo sito: https://dev.twitter.com/docs/cards

Tranquilli, anche se le due piattaforme prendono le distanze, questo non vuol dire che non potrete più postare le foto (scattate con Instagram) su Twitter. Lo potrete fare, rinunciando alla qualità della foto.

Questa, ai più, non sembra essere una decisione spontanea presa dal CEO di Instagram ma più una scelta “imposta” da Facebook che si vuole allontare dai propri concorrenti.

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Foxconn manda in crisi la produzione del nuovo Iphone 5

Altri problemi in casa Apple per la produzione del nuovo Iphone 5 e sempre provenienti dalla Foxconn. Si parla di una rivolta di 3/4 mila operai esasperati dalle pressioni per l’esigenze qualitative nell’assemblaggio del nuovo Iphone.

Foxconn, naturalmente, nega l’accaduto tramite un comunicato stampa dove si dichiara che non c’è nessuno sciopero in corso e che la produzione non ha subito rallentamenti. Il comunicato è reperibile qui. Lo sciopero è avvenuto nei primi giorni del mese di ottobre, la causa è stata la negazione ai lavoratori del giorno di ferie per la festa nazionale cinese. Questo evento sommato ad altri soprusi hanno portato alla rivolta gli operai.

Gli attivisti di CLW parlano di un malcontento diffuso a causa delle forti pressioni da parte di Apple, la quale si è lamentata sull’eccessiva facilità con cui il dorso dei Melafonini sono soggetti a graffi, in violazione dei principali standard qualitativi imposti dall’azienda di Cupertino ai centri d’assemblaggio.

Alcuni controllori si sono rifiutati di effettuare controlli perché minacciati da molti operati stanchi della loro situazione e dello scarso livello d’addestramento ricevuto per l’assemblaggio dei dispositivi iPhone 5. Foxconn, come già detto, nega tutto ma questa non è la prima rivolta che capita all’interno della fabbrica, infatti la prima è avvenuta verso la fine di settembre.

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